padroni di niente

Marzo 18, 2008

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dato che in fin dei conti questo e’ pur sempre un mio piccolo posticino dove

cerco di scrivere come sto e come sto cercando di andare avanti..

beh prima suonate il campanello spesso sono via.

comunque devo dire che in questi giorni va un po’ meglio.

prima di tutto dopo un anno e tre mesi, finalmente ho smesso di prendere lo zoloft, sono contenta perche’ vuol dire che un piccolo passo avanti l’ho fatto, anche se ho ancora molto da fare lo so, un minimo sono andata avanti e per me e’ importante.

la mia socialita’ e’ sempre incostante ed e’ su questo che cerchero’ di sforzarmi di piu’, forse e’ la cosa piu’ difficile che devo affrontare.

ho deciso, cioe’ cerco, di ri-diventare la barbara che guarda avanti e affronta le cose che accadono, il guardarsi sempre alle spalle, la costante senzazione di semi-paura c’e’ ancora pero’ sto facendo dei progressi ed ho un minimo piu’ di fiducia in me stessa.

una cosa di cui sono contenta e’ che sono diventata selettiva, nel senso che scelgo le persone con cui relazionarmi, ho smesso di darmi tanto per, ho smesso di dare ancora fiducia a chi un tempo l’aveva in nome dei tempi andati.

ho finalmente girato la pagina del calendario e la barbara che prima era a “disposizione per qualsiasi cosa” adesso si fida ed e’ a disposizione per chi capisce e condivide quel minimo di umilta’ e di lealta’ e rispetto che ci deve essere in un rapporto paritario, chi sa essere sensibile e che senza tante parole riesce a “sentire l’altro”, chi mi sa ancora divertire e insegnare quell’ironia che spesso mi manca ma so che e’ molto importante per andare avanti, tutto questo sempre con dolcezza e sensibilita’, chi sta lontano ma sa che per alcune cose la distanza e’ nulla se si vuole stare vicino ad una persona.

la fotina che metto e’ di molto tempo fa ma vorrei tanto un giorno ri-essere cosi’ ed avere quello stesso spirito, se devo dire lo prendo come esempio per ruscire ad arrivarci di nuovo.

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born to be wild

Luglio 15, 2007

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(due graffiti quasi non ci posso credere)

dopo tanto, ma tanto tempo credo di essere arrivata quasi, e dico quasi, ad essere di nuovo “born to be wild” alla mia veneranda eta’ 42 anni

una frase che per me rappresenta il mio modo di essere da sempre, fin da quando ero una bambina (e chi mi conosce da molto tempo lo sa), una frase che mi ha legato per molto tempo ad una persona che come me diceva “io ho smesso di crescere a 18 anni”, questa persona ha anche smesso di vivere purtroppo e io continuero’ a ricordarlo per tutto quello che per noi rappresentava, e per me rappresenta quella frase

io ho scelto la vita e ho scelto la vita quando avevo 34 anni; del resto la vita e’ una questione di scelte e le scelte sono dure da portare avanti, costano una fatica incommensurabile, costanza e una pazienza infinita. le mie scelte sono state dal “no future” a 15 anni con tutto quello che voleva dire, fare e disfare fino a quando ad un certo punto ho deciso che volevo provare ad essere per una volta, fino in fondo, me stessa e il “born to be wild” doveva essere capito e sentito fino in fondo, senza intermediazione o iterazioni esterne. a proposito del punto , nel mezzo mi sono anche beccata 40 punti su un braccio, una coltellata che mi ha segnato molto ma che ho capito che fa parte di una storia che cominciava ben prima.

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ho tagliato ponti, amicizie nuove e vecchie, pieno autismo e cosi’ sia e piano piano, con i miei tempi, con l’aiuto di uno psichiatra (si’ ebbene si’), con l’aiuto e la dolcezza di pochi, ma veramente sentiti, amici e con un gran lavorone su me stessa finalmente sto iniziando a stare meglio, sono tornata ad essere io, con le mie ferite ma anche con i punti, con i miei ricordi ma con la voglia di andare avanti, con la mia iper sensibilita’ (eh quella c’e’ e ne sono fiera), una dose in piu’ di cinismo, un po’ di forza in piu’ e grazie ad un amico lontano (con cui non parlo quasi mai, ma riesce a dirmi 1000 parole in un solo colpo) se ho imparato cosa vuol dire ironia e quanto sia utile in certi momenti, soprattutto essere ironici con se stessi con dolcezza

io continuero’ per questa strada e spero di riuscire a percorrerla fino in fondo, i miei paletti sono sempre gli stessi, quello che scrivo qui per me stessa e su me stessa, e’ senza doppi termini non cercate troppi codicilli non ne troverete, ho capito e sono fiera di essere come sono e di scrivere come sono io in realta’, chi mi conosce sa che sia virtualmente che in rl sono cosi’, sono babi e che preferisco la comunicazione umana e ogni tanto mi faccio dei giretti virtuali, ma adesso ne sono piu’ consapevole e anche se i blogs sono la merda della rete (lo so), in questi mesi questo blogghe mi ha aiutato molto

dunque punto a capo e cosi’ sia :)
ed ora canzoncina da post concertone della banda bassotti visti ieri sera a pietralunga

forte il pugno che colpirà in ogni paese in ogni città

chi cammina sopra ai corpi violenta le culture cancella i ricordi

 forte il braccio che alzerà la bandiera rossa della libertà

come chi combatte sui monti con le scarpe rotte quando fischia il vento

..figli della stessa rabbia 

se telefonando..

Luglio 3, 2007

(oggi e’ una giornata cosi’)

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.. io potessi dirti addio ti chiamerei.. perdirindindina ..!

parola contro il silenzio

eppur si muove!

bloggando

Luglio 3, 2007

giusto cosi’ tanto per ribadire

riprendo dal dottormeno una di quelle belle

fa sempre fine e non impegna

doh!

lo dicevo io che i telefonini sono odiosi