padroni di niente
Marzo 18, 2008
dato che in fin dei conti questo e’ pur sempre un mio piccolo posticino dove
cerco di scrivere come sto e come sto cercando di andare avanti..
beh prima suonate il campanello spesso sono via.
comunque devo dire che in questi giorni va un po’ meglio.
prima di tutto dopo un anno e tre mesi, finalmente ho smesso di prendere lo zoloft, sono contenta perche’ vuol dire che un piccolo passo avanti l’ho fatto, anche se ho ancora molto da fare lo so, un minimo sono andata avanti e per me e’ importante.
la mia socialita’ e’ sempre incostante ed e’ su questo che cerchero’ di sforzarmi di piu’, forse e’ la cosa piu’ difficile che devo affrontare.
ho deciso, cioe’ cerco, di ri-diventare la barbara che guarda avanti e affronta le cose che accadono, il guardarsi sempre alle spalle, la costante senzazione di semi-paura c’e’ ancora pero’ sto facendo dei progressi ed ho un minimo piu’ di fiducia in me stessa.
una cosa di cui sono contenta e’ che sono diventata selettiva, nel senso che scelgo le persone con cui relazionarmi, ho smesso di darmi tanto per, ho smesso di dare ancora fiducia a chi un tempo l’aveva in nome dei tempi andati.
ho finalmente girato la pagina del calendario e la barbara che prima era a “disposizione per qualsiasi cosa” adesso si fida ed e’ a disposizione per chi capisce e condivide quel minimo di umilta’ e di lealta’ e rispetto che ci deve essere in un rapporto paritario, chi sa essere sensibile e che senza tante parole riesce a “sentire l’altro”, chi mi sa ancora divertire e insegnare quell’ironia che spesso mi manca ma so che e’ molto importante per andare avanti, tutto questo sempre con dolcezza e sensibilita’, chi sta lontano ma sa che per alcune cose la distanza e’ nulla se si vuole stare vicino ad una persona.
la fotina che metto e’ di molto tempo fa ma vorrei tanto un giorno ri-essere cosi’ ed avere quello stesso spirito, se devo dire lo prendo come esempio per ruscire ad arrivarci di nuovo.
c’era una volta aka i sassolini nelle scarpe
Marzo 18, 2008
e’ un po’ di tempo che sento degli sgradevoli sassolini nelle scarpe
sono noiosi, petulanti e “falsi e cortesi”
devo solo decidermi se e’ arrivato il momento giusto per rimettere i puntini sulle i
scrivere di un tempo che fu, scrivere anche per chi adesso non puo’ piu’ farlo
e cercare di far finire questa farsa una volta per tutte
suvvia ormai siamo maggiorenni e le crisi adolescenziali dovrebbero essere passate
cosi’ come ho sempre detestato gli invidiosi, gli arrivisti, i leccaculo, chi si e’ assuefatto
dal fascino recondito del pettegolezzo, quelli con la sindrome da zelig
ho sempre amato le persone schiette, anche sgradevoli ma vere; chi cerca di dare voce
ai senza voce,
chi preferisce fare scelte scomode che costano fatica e che disprezzano :
chi viscidamente cerca di insinuarsi in esperienze che manco sanno dove e come hanno
inizio,
chi comunque ha sempre qualcosa da dire anche quando un dignitoso silenzio
sarebbe il minimo richiesto,
chi marcia sulle vite degli altri per cinque minuti di celebrita’,
chi marcia pure sulla morte di una persona per quell’attimo di celebrita’
sara’ forse per questo che preferisco la gente del sud e sopporto sempre meno
le mie meta’ origini piemontesi, anzi quasi quasi le rinnego
proprio e mi tengo, e ne sono fiera, le mie meta’ origini genovesi.



