11.10.1979 torino
Novembre 10, 2007
Torino 11/10/79 14.31 galleria del romano - scalinata sinistra
Sono piu’ o meno scappata di casa, mi sento fuori di casa e dalle sue paranoie. Ma cio’ che e’ paranoico e’ il mondo esterno e come e’ veramente la vita, e’ nauseante.
La gente non e’ gente ma veri e propri automi messi al mondo per avere un certo compito nella loro esistenza ed il loro compito e’ produrre e non mettersi contro tutto cio’ che li ha creati se no per loro ci sarebbe la disintegrazione o nei migliori casi l’ emarginazione.
Mi sento inutile mi rendo conto che non vivo o forse in piccola parte perche’ a me e’ toccato il compito di non dare fastidio alla gente e cercare di avere dei rapporti con essa. Non essere assillante ma sempre gentile. Non devo preoccuparmi del mio avvenire perche’ me lo costruiranno loro, o meglio me lo creeranno nel modo piu’ opportuno. Pero’ non hanno calcolato che io sono diversa perche’ nascosto in me, in una piccola parte, ho una piccola rotellina dei miei ingranaggi che non e’ come tutti gli altri forse perche’ difettoso e mi permette di ragionare inmodo diverso e tutto questo da prima puo’ sembrare inutile e anche dannoso ma se impari ad usarlo ti rendi conto che non e’ affatto inutile e che puoi usarlo in piu’ modi.
In compenso non sono l’unica ad avere questo privilegio. Anche altri ne sono stati favoriti pero’ non lo hanno usato in maniera giusta e si sono fatti scoprire, infatti si trovano rinchiusi in dei lager che hanno preferito chiamare “case di cura” per far sembrare la cosa piu’ rosea e nascondere la biecaggine che contengono. Forse anche altri pero’ sono riusciti a svincolare la casa di cura e una di queste e’ i. che e’ riuscita a vincere la paura di non essere come tutti gli altri.
Bisogna fare una precisazione tutti hanno quello che abbiamo noi ma in modo meno sviluppato, infatti c’e’ soltanto una cosa a tutti libera e’ l’amore. Pero’ non e’ che sia stato creato dagli automi ma bensi’ e’ stato creato per gli automi per avere una parvenza di liberta’ ma anche questo, benche’ astratto, e’ stato automatizzato, e’ quasi obbligatorio amare ed e’ stato fatto per riuscire a produrre in modo limitato dei piccoli automini che poi nel corso della loro vita (anche questa limitata) dovranno prendere il posto di altri ormai inutili in quella che chiamano “societa’” creando per essa un significato meno astruso.
Sono stufa di non riuscire a convincere i pochi privilegiati come me di fare frutto della loro anomalia per cercare un mondo non automa ma vivo.
barbara r. (una automa mal riuscito)



Giugno 20, 2008 at 2:04 pm
[...] scritto anche qui, la mia asocialita’ c’e’ da tempo, forse un giorno mi mettero’ a [...]