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coazione a ripetere

la coazione a ripetere porta dolore, cosi’ ho letto e credo sia vero

si ripropongono situazioni, persone, momenti, desideri, gli indesiderati, le indesiderate, memorie, ricordi, scritti, aggettivi, soggetti, oggetti, verita’, false verita’, colpe, sensi di colpa

ed infine io spero che ogni cosa, soggetto, oggetto, azione, stallo, ritrovi la sua collocazione e smetta di riproporsi a sproposito nella mia vita, ho bisogno di ritrovare la mia tranquillita’ e egoisticamente mi voglio preservare dalla coazione a ripetere.

grazie ho gia’ dato, pagato, vissuto e talvolta sono andata oltre, adesso vorrei solo andare oltre, di sensi di colpa ne avevo un armadio colmo, l’ho svuotato e l’armadio l’ho lasciato chiuso. ho buttato le chiavi, la serratura e’ chiusa.

l’avevo scritto anche qui, la mia asocialita’ c’e’ da tempo, forse un giorno mi mettero’ a trascrivere le montagne di pagine che ho ancora di quegli anni, scrivevo sempre quando tornavo da scuola, c’e’ chi ha letto parte di quelle pagine e sono contenta di averlo fatto, lo rifarei anche adesso anche perche’ crescere insieme in quel periodo era difficile, gli errori e le poche cose ottenute con fatica si ricordano e valgono di piu’ del male che ci siamo fatti.

come sempre quello che scrivo e’ senza codicilli o strani messaggi subliminali, e’ semplicemente come mi sento e come sto, mi aiuta a capire a che punto sono.

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here the memories come in waves

is pouring in my heart

here the memories come in waves

raking in the lost and found of years

and though I’d like to laugh

all the things that led me on

somehow the stigma still remain

we’ll wander again

We will wonder again
our clothes they are wet
we shy from the rain
longing to touch all the places we know we can hide
the width of a room that can hold so much pleasure inside

here am I alone again
a quiet town where life begins
here am I just wondering

padroni di niente

xsuonareilcampanello.jpg

dato che in fin dei conti questo e’ pur sempre un mio piccolo posticino dove

cerco di scrivere come sto e come sto cercando di andare avanti..

beh prima suonate il campanello spesso sono via.

comunque devo dire che in questi giorni va un po’ meglio.

prima di tutto dopo un anno e tre mesi, finalmente ho smesso di prendere lo zoloft, sono contenta perche’ vuol dire che un piccolo passo avanti l’ho fatto, anche se ho ancora molto da fare lo so, un minimo sono andata avanti e per me e’ importante.

la mia socialita’ e’ sempre incostante ed e’ su questo che cerchero’ di sforzarmi di piu’, forse e’ la cosa piu’ difficile che devo affrontare.

ho deciso, cioe’ cerco, di ri-diventare la barbara che guarda avanti e affronta le cose che accadono, il guardarsi sempre alle spalle, la costante senzazione di semi-paura c’e’ ancora pero’ sto facendo dei progressi ed ho un minimo piu’ di fiducia in me stessa.

una cosa di cui sono contenta e’ che sono diventata selettiva, nel senso che scelgo le persone con cui relazionarmi, ho smesso di darmi tanto per, ho smesso di dare ancora fiducia a chi un tempo l’aveva in nome dei tempi andati.

ho finalmente girato la pagina del calendario e la barbara che prima era a “disposizione per qualsiasi cosa” adesso si fida ed e’ a disposizione per chi capisce e condivide quel minimo di umilta’ e di lealta’ e rispetto che ci deve essere in un rapporto paritario, chi sa essere sensibile e che senza tante parole riesce a “sentire l’altro”, chi mi sa ancora divertire e insegnare quell’ironia che spesso mi manca ma so che e’ molto importante per andare avanti, tutto questo sempre con dolcezza e sensibilita’, chi sta lontano ma sa che per alcune cose la distanza e’ nulla se si vuole stare vicino ad una persona.

la fotina che metto e’ di molto tempo fa ma vorrei tanto un giorno ri-essere cosi’ ed avere quello stesso spirito, se devo dire lo prendo come esempio per ruscire ad arrivarci di nuovo.

babiungiorno.jpg

c’era una volta aka i sassolini nelle scarpe

e’ un po’ di tempo che sento degli sgradevoli sassolini nelle scarpe

sono noiosi, petulanti e “falsi e cortesi”

devo solo decidermi se e’ arrivato il momento giusto per rimettere i puntini sulle i

scrivere di un tempo che fu, scrivere anche per chi adesso non puo’ piu’ farlo

e cercare di far finire questa farsa una volta per tutte

suvvia ormai siamo maggiorenni e le crisi adolescenziali dovrebbero essere passate

cosi’ come ho sempre detestato gli invidiosi, gli arrivisti, i leccaculo, chi si e’ assuefatto

dal fascino recondito del pettegolezzo, quelli con la sindrome da zelig

ho sempre amato le persone schiette, anche sgradevoli ma vere; chi cerca di dare voce

ai senza voce,

chi preferisce fare scelte scomode che costano fatica e che disprezzano :

chi viscidamente cerca di insinuarsi in esperienze che manco sanno dove e come hanno

inizio,

chi comunque ha sempre qualcosa da dire anche quando un dignitoso silenzio

sarebbe il minimo richiesto,

chi marcia sulle vite degli altri per cinque minuti di celebrita’,

chi marcia pure sulla morte di una persona per quell’attimo di celebrita’

sara’ forse per questo che preferisco la gente del sud e sopporto sempre meno

le mie meta’ origini piemontesi, anzi quasi quasi le rinnego

proprio e mi tengo, e ne sono fiera, le mie meta’ origini genovesi.